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Il Cast di Emilio, il nuovo film della Blow Up
Nel nuovo cortometraggio di Angelo Cretella reciteranno Nandu Popu dei Sud Sound System, Sergio Lecci e Sara Scarpati. Dal 23 al 28 settembre le riprese.

La Blow Up Film di Caserta, fresca vincitrice del Giffoni Film Festival 2012 con Corti (regia di Angelo Cretella, con Leo Gullotta, Ernesto Cunto e Francesco Esposito), ha scelto il Salento come set per le riprese del suo prossimo cortometraggio. Emilio verrà realizzato con la partecipazione della Virulentiafilm e della cooperativa Mutamenti.
I ruoli dei protagonisti principali saranno interpretati da Sergio Lecci (Emilio), Nandu Popu dei Sud Sound System (Benito, fratello di Emilio) e Sara Scarpati (Alida, una prostituta). Le location delle riprese saranno le campagne di Guagnano, Salice Salentino e Veglie e la cava di bauxite nei pressi di Otranto.
Quello di Emilio è un progetto di produzione dal basso, reso necessario dalle difficoltà di reperire finanziamenti in un momento particolarmente difficile per la nostra economia e in un settore del mercato cinematografico troppo spesso considerato di nicchia e, in quanto tale, scarsamente remunerativo per i produttori. Sul sito produzionidalbasso.com, la Blow Up Film ha pertanto predisposto una pagina attraverso cui ogni persona interessata può inviare il proprio contributo, diventando così produttore di Emilio.
“Il Salento per me è sinonimo di amore, l'ho scoperto dodici anni fa e da cinque o sei anni ci ritorno frequentemente. Emilio è nato in una masseria abbandonata della provincia di Lecce, tra gli uliveti e la terra rossa e noi non abbiamo fatto altro che adottarlo. Questo per dire che non c'è stata nessuna forzatura nello scrivere la sceneggiatura che avesse quell’ambientazione. Anzi, posso dire che la forza della location è stata ispiratrice di alcune scene specifiche. Una terra magica che speriamo porti fortuna a questa nostra prima produzione fuori dalla Campania”.
Cronistoria di una vittoria inaspettata

La mattina del 18 luglio, insieme ad Alessandro Lanciato, Giusi Ricciato e a Nicola Pellino, siamo partiti per prendere parte alla 42ma edizione del Giffoni Film Festival.
La prima volta che ci siamo andati, nell'estate di due anni fa, eravamo tornati a casa con il premio Amnesty International consegnatoci per DisAbili. Questa volta, però, eravamo in concorso ufficiale.
Avevamo chiesto, rinunciando all'albergo che avevamo per tre notti, di poter accamparci nel campeggio messo in piedi dall'organizzazione del Neapolis per goderci una settimana piena di festival, e così è stato. La settimana è volata tra la voce inconfondibile di Patty Smith, i bellissimi film in concorso, tra cui lo sconvolgente Barbie del Sud-Coreano Sang-woo Lee ed i nostri luculliani pranzi fatti di panini e acqua liscia.
Arriva, finalmente, il 23 luglio, giorno della proiezione dei cortometraggi della categoria Generator +18 e, quindi, anche del nostro Corti, penultimo film in ordine di proiezione.
La sala Lumiere è stracolma, per l'occasione ci sono venuti a sostenere il nostro produttore esecutivo Luigi Mozzillo e la nostra segretaria di produzione Milena D'ambrosio, che grazie al film hanno avuto la fortuna di innamorarsi, ed altri due amici.
Tra l'ansia e l'emozione si spengono le luci della sala.
Tra tutti i cortometraggi proiettati ci impressiona particolarmente, per bellezza, stile narrativo ed interpretazione, quello del norvegese Hallvar Witzø che, con il suo Tuba Atlantic, si conquista anche una nomination agli Oscar 2012.
E' l'ultimo giorno del festival e seduti sotto gli alberi di ulivo, mentre mangiamo un succoso ed energico melone, facciamo i nostri pronostici per la categoria che ci riguarda e unanimemente decretiamo: Barbie miglior film e Tuba Atlantic miglior cortometraggio. Il pomeriggio, lasciamo Giusi a dormire mentre noi lo passiamo in compagnia della parole serafiche del maestro Franco Battiato che chetano una platea di scalmanati.
Sono le 17:00, mancano due ore e mezza alla serata di premiazione, alla quale si accede solo con invito, la nostra pigrizia ci dice che non proveremo ad entrare e lasciata la bellissima sala Truffaut ci dirigiamo verso la macchina, decisi a ritornare in campeggio e passare la serata ad un tavolo di un bar.
Saliti in macchina mi ricordo di non aver fatto qualcosa: andare a salutare Antonia Grimaldi, vice direttrice del festival, selezionatrice dei cortometraggi in concorso e soprattutto donna di grande sensibilità, umanità e spirito. Lascio Alessandro e Nicola al loro solito battibecco e ritorno alla cittadella del cinema.
Busso, mi aprono la porta e salgo al primo piano. La stanza di Antonia è piena di collaboratori: io, per non disturbare, le dico che che voglio solo rubarle un minuto per salutarla.
Lei mi guarda e mi dice: «Dove vai? Tu hai vinto! Ex-aequo con il cortometraggio norvegese».
La mia reazione non è raccontabile; lei mi fa prendere una sedia e poi chiede ad uno dei suoi collaboratori, vista la mia incredulità, di farmi leggere il comunicato ufficiale dei vincitori.
E' vero! Sul foglio c'è il mio nome e quello del nostro film breve.
Nella stanza nessuno, me compreso, ha il tempo di capire il mio stato d'animo.
Mi alzo, Antonia mi guarda e mi suggerisce di indossare degli abiti eleganti per la serata, poi si ricorda che siamo in campeggio e che il temporale che ci ha investito per due giorni di seguito non ha avuto rispetto per quei pochi abiti decenti che avevamo, e dice: «Così stai benissimo».
Lascio la stanza e scendo le scale, ovviamente senza realizzare niente e senza sapere se dirlo o no agli amici che mi aspettano alla macchina.
Apro la porta e mi ritrovo nella cittadella del cinema.
Non so che cosa mi sia successo ma ho cominciato a correre, e chi mi conosce sa che questo è veramente una stranezza. Ho corso più veloce che potevo e l'impressione è stata tanto forte che Nicola, vedendomi arrivare da lontano, ha riattaccato il telefono convinto che fosse successo qualcosa di grave.
Alessandro ha avuto solo il tempo di vedermi, di alzarsi dalla sedia e cominciare ad urlare con me e stringermi fortissimo. Lui l'aveva capito subito, lui capisce subito tutto.
Nicola si è ritrovato, suo malgrado, stretto tra le mie urla, le braccia enormi di Alessandro e gli sguardi della gente che usciva fuori dal bar e ci guardava, a ragione, in modo molto strano. Decidiamo di non dire niente a Giusi, nascondiamo la nostra gioia in una Peroni ghiacciata.
Torniamo in campeggio.
Alle 19 e 30 siamo in sala Truffaut.
Entriamo perché ho chiesto la cortesia ad un bodyguard che conosco di farci infiltrare, è questo che deve credere Giusi e, conoscendoci, Giusi ci crede.
Premiano tutte le categorie si parte dagli element +3, la nostra sarà quindi l'ultima. Dopo poco più di un'ora GianVincenzo Nastasi, responsabile della categoria +18, sale sul palco per proclamare i vincitori.
Noi tre più che guardare il palco guardiamo Giusi.
Secondo classificato per i cortometraggio il bel corto di animazione EDMOND WAS A DONKEY del francese Franck Dion.
Guardo Giusi e senza dirci niente esprimiamo la nostra delusione per non aver conquistato nemmeno il secondo posto.
«Primo classificato… no, primi classificati ad ex-aequo: Short di Angelo Cretella e Tuba Atlantic di Hallvar Witzø».
Giusi sembra essere colpita da una scossa elettrica, ci guarda e dalle nostre facce dementi capisce subito che lei era l'unica a non sapere niente.
Mi chiamano sul palco, addosso ho le cose peggiori tra quelle poche migliori che posseggo, e ancora incosciente ricevo il Gryphon Award.
Ritorno al mio posto e lacrime di Giusi mi riempiono il cuore. Il premio miglior film va a Barbie di Sang-woo Lee; noi siamo in piedi ad applaudirlo e il sud coreano commosso ringrazia tutti.
Per un momento penso che avevamo preso in pieno tutti e due i vincitori e che in mezzo a loro due c'eravamo noi; l'onore di essere così in buonissima compagnia era pari all'imbarazzo; poi scorrendo la lista di tutti i premi ci accorgiamo di essere gli unici italiani a ricevere un premio ufficiale: è davvero troppo.
La sera, al chiostro di San Francesco, c'è tempo solo per il vino, i festeggiamenti, gli abbracci e i baci con il nostro, ormai, amico sud coreano Sang-woo Lee.
L'ultimo cicchetto, di cui il nostro fegato farebbe volentieri a meno, ce lo offrono Enzo e sua moglie Lina nel loro folle bar che per noi è stato rifugio alcolico e luogo di incontri belli come quelli con Raffaele Bimbo e tanti altri.
Ultima notte in campeggio e risveglio con il sole che filtra nella tenda.
Si ritorna a casa, a Succivo; ci sono molte cose da fare, da recuperare.
Accendo il mac e la nostra pagina Facebook è invasa di commenti e messaggi per la nostra vittoria.
«Scrivo una cronistoria di questa settimana, voglio condividere con tutti la nostra esperienza».
Mi accorgo adesso, quando istintivamente mi viene da piangere, che queste parole le ho scritte soprattutto per rendermi conto che è vero: “ABBIAMO VINTO”.
Grazie a tutti
Angelo Cretella
Giffoni film festival ed altri festival ancora

Partirà il 28 giugno il tour estivo del film breve Corti che dopo il premio della giuria conquistato all'Efebo Film Festival si prepara ad una lunga maratona.
La notizia più importante é il ritorno al Giffoni Film Festival. Dopo aver vinto con DisAbili nel 2010 il premio Amnesty International, nella sezione fuori concorso Diritto D'Amare, ci ritorniamo questa vota in concorso ufficiale nella sezione Generetor 18+.
Si parte il 28 giugno da Cagliari, al Notorius, per poi prendere parte alla X edizione dell'Ischia Film Festival, kermesse dedicata alle location dei film. Di nuovo la Sardegna ma più a nord, precisamente nel Golfo degli Aranci, per il Figari Film Festival e poi dal 14 al 24 il già citato Giffoni.
Si scenderà in Puglia il 4 Agosto, proiezione a San Vito dei Normanni per il Salento Finibus Terrae e poi successivamente a Santa Maria di Leuca.
Si salirà nel Lazio a fine luglio per il Lenola Film Festival e poi più al nord fino a Milano.
Un lungo giro che ci gratifica del lungo lavoro fatto e che ci fornisce il giusto entusiasmo per partire con la pre-produzione del nostro nuovo cortometraggio, lavoro che ci vedrà per la prima volta in trasferta in terra pugliese.
Ma su questo e su molto altro, come sempre, vi terremo aggiornati.
Coming Soon.
Corti al Festival Internazionale di Giffoni
Selezione ufficiale per “Corti” al Festival Internazionale di Giffoni nella categoria Generetor +18.
Nuovo cortometraggio per la Blow Up Film
La casa di produzione cinematografica indipendente casertana festeggia la sua prima comparsa in tv e annuncia che a breve sarà di nuovo sul set grazie al contributo di Nicola Marsilio, un giovane imprenditore casertano.
Si chiamerà Corti e sarà tratto, ancora una volta, da un racconto della scrittrice casertana Giusi Marchetta: queste le prime indiscrezioni trapelate sul nuovo lavoro della Blow Up Film. “Squadra che vince, non si cambia” e così il cast della piccola produzione indipendente si affida nuovamente alla penna della promettente scrittrice vincitrice del Premio Calvino 2007 traendo, dalla raccolta Dai un bacio a chi vuoi tu edita da Terre di Mezzo, la sceneggiatura del nuovo lavoro del pluripremiato regista succivese Angelo Cretella, che vedrà ancora una volta Alessandro Lanciato alla fotografa.
Un sogno conservato per anni nel cassetto che viene realizzato grazie al contributo del giovane imprenditore Nicola Marsilio, deciso ad investire risorse e fiducia in questo ambizioso progetto, nato sullo stesso territorio “difficile” in cui lui stesso risiede, attratto dall’eco del successo di DisAbili in tutta Italia.
DisAbili su Coming Soon Television

Dopo il premio Amnesty International al 40° Festival Internazionale di Giffoni, DisAbili arriva in TV. Il cortometraggio verrà trasmesso sabato 16 ottobre alle ore 21 su Coming Soon Television nell'ambito del programma Short-Stories condotto da Elisabetta Ribacchi.
Prima di uscire, sabato prossimo sosteneteci guardando (solo per questa volta) la TV. ;)
Video della premiazione di DisAbili al Giffoni Film Festival
Abbiamo messo online un breve video per ricordare la serata al Giffoni Film Festival e la premiazione a sorpresa del cortometraggio insignito del premio Amnesty International. E' un ringraziamento a tutti quanti ci hanno fatto sentire il proprio affetto.
Premio Amnesty per il corto DisAbili al Giffoni Film Festival
Ottenere premi e menzioni speciali in giro per l'Italia è già una bella soddisfazione; strappare sorrisi e ricevere affettuosi complimenti a tutte proiezione è la gioia di ogni regista e della sua troupe; vincere, con plauso unanime, il Premio della Giuria al Capri Film Festival è un'emozione indescrivibile: ma portarsi a casa il Premio Amnesty International nella sezione “Diritto d'amore” all'edizione 2010 del Giffoni Film Festival era qualcosa che nemmeno il “papà” di “DisAbili”, il giovane cineasta Angelo Cretella, avrebbe mai osato sperare.
La culla del grande cinema made in Italy, la kermesse cinematografica che ogni anno fa sfilare sul suo red carpet attori, registi e musicisti del panorama artistico mondiale e presenta anteprime di altissimo livello, la manifestazione che ha battezzato tutti i più importanti registi nostrani, il festival cinematografico che Robert De Niro definì “La mia Venezia”, tra i più importanti nel panorama europeo, ha spalancato le sue porte al cortometraggio partorito nelle viscere di Terra di Lavoro: e lo ha fatto in grande stile, premiandolo – unico corto italiano in gara – con il prestigioso riconoscimento messo in palio da Amnesty International dedicato alle opere che si sono distinte nella promozione dei diritti umani.
“Siamo orgogliosi e felici di portare in una Provincia dove i diritti umani sono quotidianamente negati, questo premio per la miglior opera proprio su questo tema!” - dichiara il regista Angelo Cretella -
In gara accanto al piccolo gioiello gloria e vanto della casa di produzione indipendente Blow Up Film, due opere di altissimo livello – e budget! - produzioni internazionali di artisti del calibro di Elisa Miller, la regista messicana vincitrice, con il corto “Ver Llover”, della Palma d'oro a Cannes nel 2007 e Aaron Wilson, pluripremiato cineasta australiano. A queste opere, pure pregevolissime, la giuria di esperti del Giffoni Film Festival ha preferito il corto scritto dalla giovane penna Premio Calvino 2007 Giusi Marchetta, motivando così la scelta “Per la capacità di comunicare con estrema leggerezza e con il potere del sorriso il fondamentale diritto all'uguaglianza”. Un riconoscimento quello della qualità dell’opera che vede trionfare, accanto a lavori internazionali dai costi a cui il cinema ci ha purtroppo abituati, una piccola produzione indipendente dal budget “irrisorio”, ma non per chi ha dovuto sostenerlo, di 1.700 euro!
Chi si impegna in queste faticose ma intense avventure cinematografiche, lo fa lavorando spesso a costo zero, solo per puro e disinteressato amore per la settima arte: lo fa credendo fino in fondo in un opera, arrivando a sentirla un po’ parte di se , dedicandoglisi gratuitamente animato solo da fiducia e passione, investendo economicamente e moralmente, come ha fatto il regista e tutta la sua troupe, in un sogno che imprenditori e amministrazioni non credono mai possa realizzarsi in riconoscimenti concreti. Giffoni oggi ha dimostrato che non è così e che le produzioni nate in Terra di Lavoro non meritano il posto di disadattate e reiette a cui spesso la mancanza di fondi le relega.
“Ora aspettiamo che si apra qualche porta degli enti locali o di qualche imprenditore – commenta il responsabile di produzione Luigi Mozillo - per smetterla di presentarci a queste kermesse come i “fratelli poveri” e lavorare con serenità ai prossimi lavori già in cantiere, pronti con le sceneggiature e tutto ciò di cui abbiamo bisogno, senza che debba capitare mai più di meravigliarci per essere presenti o addirittura premiati ad un festival internazionale, che diventi insomma una normale conseguenza delle risorse umane ed economiche investite.” Nell’attesa e nella speranza che i lavori nel cassetto della Blow Up Film possano al più presto vedere la luce, non resta che godersi i festeggiamenti di un successo che inorgoglisce tutta la provincia e infonde in tutti noi un po’ di fiducia in più nel cinema di casa nostra.


